Causalità e casualità tra opere prime e postume di due film fastidiosi

Enrico Di Fabio

Abstract


Amore tossico (1983) opera prima di Claudio Caligari (1948-2015) è un film girato con attori non professionisti, in cui sono rappresentati i valori, le liturgie e le abitudini di un gruppo di tossicodipendenti. Realizzato in collaborazione con il sociologo Guido Blumir, il film fotografa la periferia romana dell’epoca, in primo luogo Ostia, invasa dalla droga. Il gruppo trascorre le giornate alla ricerca della roba per farsi uno “schizzo”: furti, rapine e prostituzione. Caligari immortala la disgrazia di un quotidiano comune a molte periferie italiane di quegli anni, dove l’eroina è l’unico consumo concesso a quelle realtà, molto diverso dall’uso della droga in zone socialmente più elevate. L’idea del “film di fiction”, come il regista dichiarava in varie interviste, nasceva con la diffusione dell’eroina in Italia, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, con lo scopo di superare l’uso dei toni pietistici dei mezzi di comunicazione, per raccontare invece quella realtà che i media ignoravano.

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