“Tutti fate inchieste nessuno fa la rivoluzione”. Intervista a Goffredo Fofi

Enrico Di Fabio

Abstract


Nel marzo del 2017 ha chiuso «Lo straniero», una rivista che dalla sua fondazione (1997) si è sempre occupata di arte, cultura, scienza e società, privilegiando settori fondamentali come: movimenti e istituzioni, pubblico e privato, centri e periferie, maggioranze e minoranze, civiltà e natura, Italia e Mondo, vecchio e nuovo, paure e speranze dell’umanità, immigrazione, educazione e teatro, fotografia, fumetto e arti visive, letteratura, cinema. Il colloquio che ho avuto con Goffredo Fofi è avvenuto nei mesi precedenti la chiusura de “Lo straniero”, la rivista di cui era direttore da 20 anni. L’ho trovato come era immaginabile visibilmente contrariato lucido e micidiale nelle sue puntuali risposte. In quest’intervista sono partito tenendo a mente ciò che aveva affermato in un bel libro dal titolo La vocazione minoritaria: “L’Italia è sempre stata piena di gruppi e gruppetti minoritari il cui torto è stato quello di delegare la politica ai partiti tradizionali e a leader più o meno cinici e opportunisti” molte associazioni, continua, “sono diventate non una democratica fuga dalla politica, una risposta alla crisi della politica, ma un altro sottobosco della politica; non società civile che lavora concretamente sui bisogni reali delle persone ai margini, degli immigrati, nelle periferie, nel carcere, con i malati mentali, con i vecchi, con i disabili”.

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